Amazon Prime Reading e il futuro degli indie

Photo by Maarten van den Heuvel on Unsplash

Photo by Maarten van den Heuvel on Unsplash

Oggi su Facebook si sono animati numerosi thread riguardo l’imminente arrivo in Italia di Prime Reading e delle modalità di arruolamento degli autori invitati a inserire un loro titolo tra quelli disponibili per questa modalità commerciale. Ma cos’è Prime Reading?

Prime Reading non è niente di segreto. Si tratta di una componente del pacchetto Prime commercializzato in tutto il mondo con sfumature diverse. In particolare Prime Reading consente agli abbonati Prime di accedere a un migliaio di titoli di libri, riviste, audiobook. Un ulteriore vantaggio che tuttavia non arriva gratuitamente. Come abbiamo visto ad ogni ampliamento dell’offerta Prime si è succeduto un aumento dell’abbonamento, passato da 10 a 20 e quindi a 36. Non sono sicuro se Prime Reading servirà a giustificare l’aumento attuale da 20 a 36, probabilmente no, perché questo è forse più legato a Prime Video. Posso solo fare congetture ma non mi sorprenderei di vedere un ulteriore aumento il prossimo anno, giustificato da Prime Reading.

Agli autori sembra che venga offerta una piccola cifra forfettaria per coprire il prime 180 giorni di Prime Reading. Cifra che potrebbe essere interpretata come “soldi per niente”, visto che gli stessi libri continueranno a essere venduti regolarmente ai clienti non Prime. Facile quindi che tutti i selezionati accettino l’offerta, un po’ perché sono appunto soldi caduti dal cielo, un po’ perché la presenza in Prime Reading assicura una visibilità all’autore e al libro, un po’ perché “stiamo a vedere”.

La mia valutazione è tuttavia molto negativa, dal punto di vista di autore indie.

L’avvento di Unlimited ha già colpito le vendite, ma in fondo non più di tanto, per la scarsa adesione che sembra avere questa opzione. Prime Reading invece avrà di fatto un parco clienti già esistente, che probabilmente ha una grossa percentuale di lettori forti al suo interno. Lettori forti che saranno meno incentivati a comprare libri, visto che ne avranno un migliaio a disposizione gratuitamente (be’ non proprio gratuitamente). Credo sarà inevitabile perdere vendite. Se gli autori coinvolti in Prime Reading forse avranno qualche possibilità di recuperarle grazie alla maggiore visibilità e alla piccola gratifica ricevuta, quelli esterni sono convinto subiranno un calo significativo di vendite.

Amazon insomma spinge verso un modello flat, non solo nelle vendite, ma anche nel pagamento degli autori, almeno in questa partenza con Prime Reading.

Non è una buona notizia per gli autori indipendenti. Mi chiedo quelli che hanno dei volumi di vendita rilevante cosa faranno. Ma poi mi ricordo che molti di quelli che si trovano in questa fortunata situazione hanno rapporti particolari con Amazon, grazie per esempio ad Amazon Publishing. Quindi mi rispondo da solo. E la risposta non mi piace molto. L’unica cosa che mi consola, diciamo così, è che al momento non ho niente da pubblicare in vista.

E voi che ne pensate? Ho torto? Sono troppo pessimista? O gli indie ai tempi di Amazon sono destinati allo stipendio (irrisorio) fisso?

By |2018-04-03T23:02:56+00:00aprile 3rd, 2018|Blog, Indie Way|5 Comments

5 Comments

  1. Flaminia P. Mancinelli 04/04/2018 at 10:13 - Reply

    Caro Mario,
    non sei troppo pessimista, ma per una volta non tieni conto della marcia inesorabile del futuro e di Amazon, almeno fino a quando sorgerà un soggetto concorrenziale all’azienda si Seattle. E comunque il futuro, che ci piaccia o meni, che sia morale o meno, avanzerà lo stesso.Ci sono voluti dei morti per far desistere Uber dalla guida automatizzata grazie ad AI, ma in altri campi stanno investendo miliardi nello sviluppo di questa Intelligenza Artificiale = incognita.
    Rasserenati perché nessuno morirà per le scelte di Amazon, per il suo marketing sempre proiettato in avanti. Al massimo avremo qualche libreria in fallimento e qualche autore di libri sfruttato. Ma credo che tra un pugno d’anni, la AI di cui sopra saprà sostituirli egregiamente 😉
    Forse la cinica/realista sono io

  2. Flaminia P. Mancinelli 04/04/2018 at 10:16 - Reply

    … e ti diro’ che l’ho consigliato a un’amica…

  3. JPK Dike 06/04/2018 at 11:59 - Reply

    I grandi indie del mercato italiano sono stati invitati di sicuro. Tutta pubblicità pagata. Mentre per i piccoli è un ottimo modo per arrivare a un pubblico maggiore che da solo non raggiungevano. C’è questa leggenda che gratis si vende bene, ma è una cosa sbagliata. Ed essere sponsorizzato da Amazon, che in definita è ciò che sarà, può dare la possibilità di raggiungere, e convincere, tante persone che altrimenti non ti avrebbero considerato nemmeno di striscio.

    E’ una bella occasione. Vedremo.Magari mi sbaglio XD

    • Mario Pacchiarotti 08/04/2018 at 23:08 - Reply

      Assolutamente d’accordo su questo. Tant’è vero che non sconsiglio chi viene invitato di accettare. E non sono certo un denigratore di Amazon, come sa chi mi conosce o mi segue. Però mi chiedo dove stiamo andando, e vedo che sono finiti i tempi in cui un autore indie da solo poteva farcela abbastanza facilmente. Ora ci sarebbero altri modi, ma sinceramente non è roba per me. Oppure avere il destino dalla propria parte. Non so.

      • JPK Dike 11/04/2018 at 13:43 - Reply

        Non lo so dove finiremo, e un po’ mi dispiace che Amazon stia fagocitando e scarnificando l’editoria tradizionale. Però c’è da dire che questi ti pagano e non guardano chi sei, se sei famoso o importante. Per ora poco, ma informandomi su cosa succede in Germania e Inghilterra ho scoperto che sia Amazon Prime che Kindle Unlimited portano davvero buoni soldi agli autori indie che ne fanno parte. Anche e soprattutto come flat fee.

        Chi lo fa fare a un esordiente come me di scegliere l’editoria classica, tra tempi biblici di risposta, brutte esperienze e spesso personaggi arroganti e sprezzanti?

        Perché dovrei aspettare 6/12 mesi una risposta che potrebbe non arrivare mai, quando nel solito tempo potrei pubblicare almeno un libro su amazon, e finire pagato per partecipare a programmi come questo?

        Queste domande le faccio qui, ma mi piacerebbe girarle a qualcuno che nell’editoria classica ci lavora.

Leave A Comment

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi