Oggi va così. Ma in realtà questo è un articolo serio. Molto serio. Come per tutte le cose serie, sarò anche breve. Il più possibile.

In sintesi: è ora che iniziamo a dire con chiarezza, alle merde umane, che sono delle merde.

In nome della convivenza, o forse del rispetto, o magari per pigrizia, quieto vivere o altro, abbiamo sempre glissato, lasciato correre, perdonato.

E il risultato è che le merde sono più merdose di prima. E sono di più.

Se uno dice una stronzata, stronzata va chiamata. Non è questione di rispettare le opinioni. Alcune cose non sono opinioni, sono semplici stronzate. “La terra è piatta”, non è un’opinione, è una stronzata. Diciamolo, non facciamo finta di niente, altrimenti finirà che la stronzata sarà innalzata a verità e noi ci troveremo a discutere alla pari con le merde più merde che il mondo abbia mai cacato.

Lo so, il mio linguaggio urta la vostra sensibilità. Non è per caso, lo faccio con intenzione. Voglio dire, non vi disturbano le merde e vi disturbo io che le nomino? Vi disturba la parola ma non ciò che essa rappresenta?

Non va mica bene. Ribellatevi dunque, uscite dalla caverna e cominciate a randellare.

E usate un principio di reciprocità. Mi copri di merda? Ti sommergo della stessa materia. Mi insulti? Ti distruggo. Dici idiozie? Ti chiamo come meriti.

Facciamolo, prima che sia troppo tardi.

Facciamolo, anche se forse è troppo tardi.