Alla mia età c’è sempre il rischio di iniziare a guardare al passato. Credo accada quando si comincia ad avere più passato dietro le spalle che futuro dinanzi. Forse è solo paura.

Sta di fatto che troppo spesso succede, e uno dei primi effetti negativi è il vedere nei giovani solo difetti. Confrontarli a quello che eravamo, un confronto da parte nostra disonesto, perché i ricordi sono come velati dalla seta della nostra gioventù perduta e dunque sublimati, resi perfetti dall’immaginazione. Di certo ogni generazione è diversa da quella precedente e sempre viene additata, quasi disprezzata. Ma io non voglio cadere in questa trappola, cerco di guardare con occhi e mente innocenti. Quando ci riesco colgo la bellezza in piccole cose. Forse sono un illuso, un sognatore, un disperato ottimista, ma anche sbagliassi preferisco di gran lunga morire contento.

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La sera giro per internet a casaccio, leggo, guardo video, cerco l’ispirazione di un sogno da portare a letto, per creare magari una storia, o semplicemente dormire sorridendo. Stasera sono inciampato in questo video, con gli occhi da bambino, e ci ho visto qualcosa. Ho visto dei ragazzi felici, ho notato che sono chiari, scuri, gialli, neri, alti, bassi, pagnottelle e grissini… Ho notato che maschi e femmine ballano la stessa coreografia, senza un ruolo legato al genere. Piccoli e grandi fanno le stesse mosse. Quelli che guardano vengono contagiati dalla gioia di chi balla, quando un passaggio difficile riesce bene si entusiasmano e urlano. E ho pensato.

No, non ho pensato. Ho sentito… ecco, ho percepito…

…che forse sono migliori di noi.