Chi fa da se fa per tre?

http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Moneybillscoins3.jpgL’ufficio studi di Mediobanca ha recentemente pubblicato un documento che analizza i dati di 1200 fondi e sicav italiani a tutto il 2006.

La sintesi di Mediobanca rileva alcune cose molto interessanti che certamente non rappresentano delle novità per chi si interessa di investimenti e finanza anche ad un livello superficiale, ma che comunque sono un’ottimo spunto per ragionare su alcuni temi a mio avviso molto importanti.

Per esempio si evidenzia che:

  • per il terzo anno consecutivo i riscatti hanno superato le nuove sottoscrizioni
  • gli utili sono dimezzati
  • i costi di gestione sono rimasti elevati
  • nel lungo periodo i rendimenti dei fondi non sono soddisfacenti
  • il trend del 2007 conferma tutti questi dati

Nel 2006 solo il 14% dei fondi ha battuto il suo benchmark di riferimento, ma se analizziamo un periodo più lungo vediamo che su due anni la percentuale di fondi che batte il benchmark sende al 5% e su cinque anni addirittura solo il due per cento dei fondi è più performante degli indici cui fa riferimento.

Il rapporto di Mediobanca è pubblico, i dati citati sono presenti nei documenti di sintesi, ma sono disponibili online tutti i file pdf con i dati di dettaglio, per chi volesse c’è anche il report completo.

Cosa ci dicono questi dati? Beh sicuramente ci danno un’indicazione chiara riguardo alla qualità dei fondi italiani (specie se confrontati con quelli di altri stati). Il problema dei rendimenti e dei costi d’altra parte è strettamente correlato, più alti sono i costi di gestione più difficile diventa battere i benchmark di riferimento.

Quando vengono pubblicati dati di questo tipo, dopo i primi minuti di considerazioni banali e trite sulla qualità dei servizi italiani, delle banche etc etc, viene spontaneo passare a domande più concrete.

In particolare la madre di tutte le domande è: Ma allora non conviene “fare da soli”?

In fondo ci sono tantissimi strumenti finanziari oggi che ci permettono, con una minima spesa, di ricalcare con il nostro investimento l’andamento di un indice.

La risposta a questa domanda non è affatto semplice come sembra. Le statistiche come al solito dicono solo una parte della verità e possono essere interpretate in tanti modi.

Un esempio concreto: se un fondo va peggio dei benchmark mediamente, ma riesce a garantire una buona protezione in casi disastrosi, può certamente avere senso preferirlo ad uno strumento che semplicemente rappresenti l’indice di riferimento. Alla fine magari guadagnamo meno, ma abbiamo le spalle un pò più coperte nei momenti neri.

D’altra parte il “fai da te” in campo finanziario è sicuramente una strada praticabile, ma probabilmente non è adatta a tutti i caratteri ed a tutte le situazioni finanziarie.

Niente di più facile, tentando di investire direttamente sul mercato , di trovarsi con grosse perdite mentre magari gli indici hanno fatto faville.

Un buon approccio al fai-da-te può essere quello di stabilire preventivamente una linea di condotta da seguire con un certo rigore. Ad esempio si può decidere di utilizzare come strumenti di investimento degli  ETF legati all’andamento di indici azionari predisponendo un piano di acquisti mese per mese, senza lasciarsi influenzare dall’andamento del mercato.

Oppure si può effettuare un’unico acquisto ad inizio anno su un portafoglio distribuito di indici.

Tutti i metodi basati sull’acquisto di strumenti che mimano gli indici hanno il difetto di non potere mai, per la loro stessa natura, battere gli indici stessi. Siamo quindi di fronte a strumenti che sottoperformano, seppur di poco, il mercato.

Inoltre c’è il problema psicologico. Di fronte a momenti di crisi è molto difficile mantenere i nervi saldi, così come di fronte a possibili opportunità si può essere tentati di approfittare della presunta occasione…. e questo in genere finisce per portarci prima o poi a subire pesanti perdite.

Non ultimo il fai-da-te richiede impegno. Ci vuole pazienza e tempo se si vogliono seguire i mercati, a meno appunto di non voler utilizzare un’approccio minimalista (compro questi strumenti sugli indici e mi accontento di quello che fanno).

I fondi quindi, almeno teoricamente, possono rappresentare in certi casi uno strumento di investimento comunque valido, sia per la loro innata capacità di differenziare gli investimenti (rispetto a quelli che si possono fare a livello personale direttamente sui mercati), sia per la maggior capacità (che dobbiamo dare per scontata) dei gestori a valutare ed affrontare i momenti di crisi.

D’altra parte anche se i fondi, come si evidenzia dal report, hanno mediamente delle performance insoddisfacenti, rimane il fatto che in mezzo al mucchio qualcosa di buono lo si può trovare.

Scegliere un buon fondo però, specialmente alla luce dei dati di cui abbiamo già parlato, non sembra proprio un’impresa facile. Ci sarebbe la figura dei promotori finanziari, ma purtroppo in Italia questi ultimi non sono dei professionisti indipendenti, liberi da ogni vincolo, ma sono legati a grandi catene finanziarie…. potrebbero quindi essere tentati di vendere più quello che conviene alla banca che quello che sarebbe meglio per voi.

Dunque?

Minimizziamo i danni. Se non siamo in grado, per tanti motivi di fare da soli, affidiamoci pure al consiglio di un consulente finanziario, magari scegliendo quello che appartiene ad una struttura finanziaria abbastanza grande da poter avere a disposizione il più largo ventaglio possibile di offerte, e facciamogli un discorso chiaro, che spieghi bene quello che vogliamo, quanto siamo disposti a richiare, cosa ci aspettiamo dal nostro investimento, per quanto tempo siamo pronti a tenere i nostri soldi vincolati… etc etc

Se invece vi sentite abbastanza coraggiosi e bravi da fare da soli, beh ricordate sempre che non è il monopoli, non è la lotteria, non è il mercante in fiera. Sono i vostri soldi, sudati (si spera) e basta poco per vederli andare in fumo. La protezione del capitale deve venire prima del guadagno; rischiare si, ma non più di quello che si è disposti a perdere…

Pensate a tutto questo, sempre considerando che l’ha scritto uno che non ci capisce niente e che quindi, non può dare consigli a nessuno….

By |2016-10-19T09:38:40+00:00agosto 28th, 2007|Blog, Personale|0 Comments

Leave A Comment

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi