Il figlio del prete

Premetto che non ci sono intenzioni sovversive in questo mio articolo, nè provo particolare soddisfazione di fronte a fatti come quello da cui prendo spunto per una riflessione, semplicemente mi sembra un avvenimento molto semplice, emblematico.

Chi mi conosce sa che sono agnostico, ma ho grandi simpatie per la filosofia cristiana, ed il mio amore per i preti è inversamente proporzionale alla loro posizione nella struttura ecclesiastica. Ma non è di religione che voglio parlare…

La storia è davvero poca cosa: un parroco che genera un bambino.

Mio nonno quando mi fermavo tra lui e la televisione usava dire: “Togliti Mario, non sei mica il figlio del prete”. Era un detto antico, il figlio del prete formalmente non esiste, i preti, ovviamente, non hanno figli, perciò un figlio di prete non lo si può vedere.

Ma mio nonno sorrideva sempre quando lo diceva perchè ai suoi tempi nei piccoli paesi poteva capitare che il figlio del prete ci fosse veramente. Ma non si poteva dire, non si poteva vedere. Con buona pace di tutti. Al giorno d’oggi invece è molto difficile che cose del genere riescano a passare inosservate… il figlio del prete non è più invisibile..

Non è una storia nuova quindi quella di Don Sante, nè sarà l’ultima…

Quello che mi colpisce nel caso di Don Sante è l’affetto della sua comunità. Un affetto che, almeno da quello che si legge dai giornali, sembrerebbe unanime. Diamo per buono quello che s’è scritto… tutte le considerazioni che seguiranno danno per scontato che sia tutto vero.

Un affetto così, una solidarietà compatta come in questo caso, è tipica dei paesi, ma rappresenta con chiarezza alcune cose, senza le quali questa compattezza e questo affetto non potrebbero esistere.

Evidentemente Don Sante è un buon prete, un ottimo uomo, qualcuno che la comunità approva ed ama. Altrettanto evidente è il fatto che la donna che ha generato questo bambino non è stata certo violentata, costretta, plagiata o maltrattata. Il paese lo saprebbe e non perdonerebbe.

Posso supporre con buona probabilità di non sbagliare che Don Sante e la madre di suo figlio, pur nel travaglio che naturalmente li deve tormentare, siano innamorati e in qualche modo felici.

Siamo quindi di fronte ad una bravissima persona, anzi ad un bravissimo prete, che incidentalmente si è innamorato, è ricambiato in questo amore ed ha generato un bambino.

Questo incidente di percorso, che deve essere iniziato un paio d’anni fa (nove mesi ha il bimbo, nove la maternità, qualche mese per l’approccio prima lo vogliamo mettere?), non deve aver influito negativamente sulla missione di questo sacerdote, considerando che i parrocchiani non appaiono scontenti nè turbati.

Adesso vi aspetterete un pistolotto sul matrimonio per i preti e tutto il resto, ma sono cose complicate, non ci voglio entrare stasera… come dicevo non è mio compito, né mio interesse valutare la saggezza della curia.

Pensavo solo che questa brava persona ha trovato una donna da amare e che lo ama, ha avuto la fortuna di avere un figlio, ha una comunità che lo stima lo apprezza e gli vuole bene…

Non importa se tra sei mesi sarà prete o meno, in ogni caso potrà essere una persona positiva e importante per quella piccola comunità e spero vivamente che le cose per lui vadano nel migliore dei modi possibili.

Perciò io auguro a Sante , qualsiasi cosa gli diranno o scriveranno, con o senza Don, di continuare a vivere la sua vita, di continuare ad essere quello che è, portando avanti con responsabilità il suo compito di padre, di compagno, di uomo come ha fatto fin’ora.

In fondo, forse, vivere da cristiano, non è altro che questo….

By |2016-10-19T09:38:41+00:00agosto 25th, 2007|Blog, Personale|0 Comments

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