L’anima cupa è sterile

Ho sentito spesso dire che l’autore per produrre opere degne di questo nome debba soffrire. Disgrazie, difficoltà, eventi ineluttabili, malattie, delusioni amorose, creerebbero il terreno più fertile per l’ispirazione.

Può darsi sia vero, ma con me non funziona. Basta un periodo un po’ più scuro, qualche preoccupazione, qualche evento intorno a me che incupisca il mio umore solitamente allegro e ottimista, e in me si spegne gran parte della vena creativa.

Ma mento. Cose in testa mi vengono lo stesso, anche parecchie, solo che sono diverse dalle solite. Più che ironia, sarcasmo, pessimismo, fastidio.

È che non ho proprio voglia di scrivere cose lugubri. Brutte. Cattive.

C’è un demone che si agita e vorrebbe uscire, ma non mi piace dargli corda.

Forse dovrei.

Dovrei?

Non lo so. Starei meglio? O peggio?

Dovrei scrivere solo di sogni, di utopie, di luce?

O liberare anche la rabbia che provo?

La tentazione è forte, ma non sono neanche sicuro di esserne capace.

Intanto me ne sto qui nel mio angolino. Nella mia caverna calda.

Prima o poi verrò fuori.

Io.

O la mia voce.

By | 2017-03-28T12:17:49+00:00 febbraio 10th, 2017|Blog|0 Comments

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