Impressioni di lettura: “Leo Longanesi. Il borghese conservatore” di Francesco Giubilei

leo-longanesiLeo Longanesi. Il borghese conservatore.
Francesco Giubilei

I libri, in particolare quelli che vengono raccolti sotto la generica voce “saggistica”, oltre a rappresentare una forma di intrattenimento, sono anche l’occasione per imparare qualcosa, apprendere informazioni che non avremmo modo di conoscere nel normale procedere della vita quotidiana. Sono insomma, se ben usati, uno strumento che mantiene viva la mente, attiva la curiosità e la voglia di confrontare le proprie idee, scoprire mondi che altrimenti avremmo ignorato.

Il nome Longanesi, per me come penso per tanti italiani, viene immediatamente collegato alla omonima casa editrice, ma ben pochi hanno una seppur vaga idea di chi fosse l’uomo che l’ha creata. Io in particolare non ne sapevo proprio niente. Eppure avrei potuto, o forse dovuto, saperne qualcosa, poiché si tratta di una delle persone significative che hanno segnato la storia italiana, in particolare quella culturale, ma non solo, negli anni del fascismo e in quelli successivi alla nascita della Repubblica Italiana come oggi la conosciamo. Purtroppo ai miei tempi si arrivava a malapena allo studio della storia, fino alla seconda guerra mondiale, con pochissimo tempo e ancora meno attenzione per la parte che riguardava gli aspetti culturali. Del dopo guerra poi non si parlava quasi. Non so se oggi qualcosa è cambiato ma è probabile che di uomini come Longanesi si sappia poco, o forse niente.

Per quanto mi riguarda, dunque, questo libro ha rappresentato una piccola escursione in un mondo di cui sapevo poco, pieno di piccole sorprese, davvero interessante in ogni pagina. Francesco Giubulei ne traccia un contorno da gigante. Un piccolo uomo, di statura, dal grande, immenso carattere. Qui faccio un inciso per dire una cosa importante. Di questi tempi sembra che avere idee diverse ci debba per forza portare allo scontro, alla mancanza di rispetto, al dispregio. Conosco di persona l’autore di questo libro e posso dire con tranquillità che io e Francesco abbiamo idee politiche diverse, lui si definisce conservatore, io penso a me stesso come a un liberale con tendenze progressiste. Eppure io leggo volentieri i suoi scritti, gli articoli, i libri, in cui rappresenta il suo modo di vedere le cose, e nonostante in molti casi rappresenti una visione delle cose ben diversa dalla mia, so che con lui il dialogo è possibile, che lui, come me, rispetta le altrui posizioni, seppure diverse. Questo atteggiamento dialogante si percepisce secondo me anche nel libro.

Il modo in cui Francesco presenta Longanesi è di certo anche frutto delle sue idee. Ma non si ha la sensazione di leggere un testo che vuole deformare la realtà storica per dimostrare una specifica opinione. I fatti appaiono presentati per quello che sono e anche se sono espresse chiaramente le opinioni dell’autore, queste sono appunto illustrate come tali. Come lettore dunque non mi sono sentito tirato per la giacca e ho potuto farmi una mia idea personale. Un buon saggio divulgativo, a mio avviso, dovrebbe lasciare il lettore, chiusa l’ultima pagina, con la certezza di aver imparato qualcosa e la voglia di saperne di più. Questo è esattamente l’effetto che mi ha fatto questo libro, ha stimolato in me una gran voglia di sapere altro.

Ho imparato qualcosa sulla nostra storia, in particolare su quella parte che riguarda l’editoria durante il periodo fascista e successivamente alla formazione della Repubblica. Ho compreso la posizione di Francesco nei confronti di Longanesi, che sostanzialmente posso riassumere come una forte ammirazione, non tuttavia chiusa alla critica. Sono stato incuriosito quanto basta per desiderare di approfondire il tema, magari attingendo a fonti diverse.

Direi dunque che il libro ha raggiunto il suo scopo istituzionale, quello di trasmettere informazioni e opinioni e quello di spingere il lettore verso la conoscenza. Qualcosa che non è poi così facile da fare. Una lettura quindi di cui sono soddisfatto e che mi sento di poter consigliare a chi fosse interessato al tema trattato.

By | 2016-11-02T12:07:54+00:00 novembre 2nd, 2016|Blog|0 Comments

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