Impressioni di lettura: “La principessa sbagliata” di Ester Trasforini

La principessa sbagliata Inizio l’articolo informando chi legge che conosco personalmente Ester e che entrambi abbiamo un contratto con la casa editrice Gainsworth. Lo scrivo per massima trasparenza e rispetto verso chi ci legge, senza che questo implichi necessariamente una qualche particolare benevolenza nei confronti dell’autrice.

Provo a dire almeno una parte della trama, cercando di evitare troppe rivelazioni. La cosa in fondo è semplice. C’è una ragazza molto sveglia e indipendente che vive con il nonno boscaiolo (e quindi anch’essa lo è). C’è il suo desiderio di libertà, c’è una principessa rapita (ahimè), c’è un drago spietato (ohibò) che la tiene prigioniera e infine c’è un Re disposto a pagare pur di riavere la sua figliola prediletta. Miscelate questi ingredienti e avrete più o meno la solita storia, dove un valente cavaliere (va be’ una valente boscaiola) va a salvare una leggiadra fanciulla (va be’ non proprio leggiadrissima) eliminando nell’occasione un crudelissimo drago (va be’ crudele…).

E invece no.

Perché di sbagliato qui non c’è soltanto la principessa del titolo, ma anche una bella serie di altre cose. O almeno, di apparentemente sbagliato. Perché Ester si dedica per tutto il libro, in vari e molteplici modi, a rinforzare sul lettore una bella lezioncina sulle donne, in particolare sugli stereotipi che le vorrebbero legate a certe azioni, mestieri, situazioni, costrizioni. Nel farlo ci regala una bella favola, costellata incessantemente di riferimenti e citazioni e intrisa di umorismo e ironia. Un libro che un po’ per le dimensioni ridotte (se confrontato con certi tomi a cui ci ha abituato il genere fantasy), un po’ perché scorre via veloce, mi sono bevuto in una paio di sessioni si lettura serale.

Sento già qualcuno di voi che fa la solita osservazione: “Ma via, non ha difetti questo libro? Non ci prendere in giro.”

In realtà qualche difetto lo si percepisce. Qualche piccola forzatura in certi passaggi, specialmente quando si vuole lanciare un messaggio etico/morale, si avverte, ma sono momenti che volano via insieme al resto, senza infastidire davvero. In generale un libro leggero da leggere ma con qualche messaggio positivo in sottofondo. Credo e mi auguro che avrà una buona accoglienza dai lettori.

Un’ultima considerazione. Sia io che alcuni altri autori Gainsworth che abbiamo letto il libro, tendiamo a considerarlo un libro “per ragazzi”. So che questa definizione non piace molto a Ester, ma credo che sbagli a voler negare questa “etichetta”. Un libro “per ragazzi” infatti non è affatto una lettura non godibile dagli adulti. La Principessa sbagliata è assolutamente un buon libro da leggere a tutte le età, e aggiungo che molti riferimenti e citazioni non saranno compresi che da lettori che hanno alle spalle un bel po’ di anni di lettura. Ma al tempo stesso ha la preziosa caratteristica di poter essere letto senza problemi da ragazzi anche molto giovani. E questo è qualcosa in più, qualcosa che di non molti libri si può dire. Quindi cara Ester, accetta l’accetta, no quella era Giada, seppellisci la penna di guerra e accetta la mia definizione: un libro per ragazzi, ragazze, adulti e zombie di tutte le età. Tsé.

 

By | 2016-10-19T09:37:53+00:00 giugno 2nd, 2016|Blog, Pagine Sporche|0 Comments

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