Pagine Sporche: Recensioni: Il Cardellino – Donna Tartt

TitoloIl cardellino

Autore: Donna Tartt

Editore collana: Rizzoli – Scala stranieri

Prezzo17.00 cartaceo (paperback) 9.99 (e-book)

Pagine: 892

Genere: Romanzo di Formazione

Data Pubblicazione: 2014

ISBN: 978-8817072380

Valutazione: 3.5

 

 

Sinossi:

Questa è la storia di una vita, o almeno di una larga parte della vita di un uomo. Conosceremo Theo adolescente e affronteremo subito il dramma, un’esplosione che uccide la madre e da cui lui invece riesce a uscire incolume, almeno fisicamente. Negli stessi istanti in cui perde la madre Theo inizia la sua relazione con quel quadro, Il Cardellino, che lei tanto amava. La storia di Theo e del piccolo capolavoro si intrecceranno con quella di altri personaggi emblematici. Nonostante le difficoltà riuscirà a raggiungere persino il successo e l’affermazione sociale, salvo poi trovarsi coinvolto in una sorta di thriller carico di pericoli e di sorprese.

 

Recensione

Recensire questo libro è un compito per me piuttosto complesso. Una parte di me lo ha apprezzato, un’altra parte invece ha fatto fatica per arrivare a leggere l’ultima pagina.

Ma partiamo dalla storia. Il racconto narra la vita di un ragazzo, partendo dell’episodio che ne determina il corso più di ogni altro, l’esplosione nel museo e la morte della madre, intrecciandone il destino con quello di un quadro famoso, da cui il titolo del libro. Quadro molto amato dalla madre e quindi carico di significato per il ragazzo, che proprio fuggendo dal museo lo porterà via con se.

In un susseguirsi di episodi tutt’altro che fortunati seguiremo tutta la crescita del ragazzo fino all’età adulta, con il libro quasi spezzato in due distinte parti, la prima, circa due terzi del totale, più proiettata sugli aspetti intimi e personali dei nostri personaggi, e la seconda che improvvisamente cambia il registro della narrazione trasformandolo di fatto in un thriller. Personaggi a volte estremi, quanto meno per la sensibilità europea, come il suo amico di origini russe, Boris, così come estreme sono spesso le situazioni, con le droghe costante compagne di viaggio di Theo e di alcuni degli altri protagonisti.

Tutto il libro, circa novecento pagine, mantiene sempre costante la ricerca estrema del dettaglio, con minuziose descrizioni sia degli ambienti che dei sentimenti e dei pensieri dei personaggi. È uno stile ricco che sinceramente non ho trovato ridondante o inutile, poiché ogni riga e ogni parola appare sempre ponderata, cercata con attenzione, e ha una sua funzione. Sono convinto che i lettori troveranno materiale per molte citazioni, perché il libro, specialmente nella parte finale, contiene considerazioni e frasi adatte a far felice un cacciatore di aforismi.

Tuttavia, e qui naturalmente sto esprimendo un parere molto personale, tutta questa ricchezza appesantisce la lettura, rendendo il procedere tra le pagine più lento di quanto si vorrebbe. Devo dire di non essere stato colto dalla tentazione di “saltare” le parti più descrittive, perché spesso è proprio in queste sezioni del testo che si incontrano quelle piccole perle che viene voglia di sottolineare, o sulle quali ci si sofferma per un pensiero. Non è uno di quei libri in cui mi è venuta voglia di scorrere velocemente tra i capitoli, ma non è neanche uno di quelli che mi hanno tenuto incollato alle pagine. Anzi, le sessioni di lettura sono state meno lunghe del normale, perché sentivo spesso il bisogno di staccare, forse anche per la tristezza, la malinconia, che spesso la storia trasmette al lettore.

Una lettura dunque lunga, anche un po’ lenta per certi versi, ricca, forse anche troppo, che mi ha tenuto impegnato circa un mese, quasi interamente dedicato a questo libro. Non sono in grado di consigliarlo né di sconsigliarlo, perché ho la sensazione precisa che questo romanzo, e forse la stessa autrice, appartengano a quel genere che si fanno amare, ma anche odiare a seconda del lettore. Se amate la bella scrittura e apprezzate un volume di queste dimensioni, perfettamente costruito, coerente, ricco di particolari e dettagli da scoprire e non vi dispiace impiegare un po’ più di tempo per arrivare alla fine, probabilmente lo amerete. Se invece preferite la prosa secca e stringata, le pagine dense di avvenimenti e quando leggete non vedete l’ora di arrivare alla fine, allora questo libro potrebbe risultarvi un filo pesante.

Per quanto mi riguarda, nonostante appartenga al secondo tipo di lettori, ho apprezzato abbastanza il romanzo. Dopo questa lettura, tuttavia, non mi sento particolarmente attratto dalle altre opere dell’autrice, anche se non escludo di poterle leggere in futuro.

La valutazione tiene conto di questa ambivalenza, sono certo però che molti altri lettori non avrebbero dubbi nel valutarlo cinque stelle, e magari altri potrebbero rifiutarsi di arrivare alla fine.

By | 2016-10-19T09:38:10+00:00 giugno 15th, 2014|Blog, Pagine Sporche|0 Comments

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