Festa delle donne?

Festa delle donne?

Tra pochi giorni, come ogni anno, festeggeremo l’otto marzo, la festa della donna.

Ve lo dico, è una festa che odio. La odio perché carica di stereotipi, di rancori generalizzati, di inutili riti. Tra qualche giorno milioni di miei simili pene-dotati, compreranno mimose, piccoli doni, e ne omaggeranno le loro controparti femminili. Ma basta guardarsi intorno per capire che tutto questo sarà solo una triste sceneggiata, una specie di contentino, una squallida occasione per fare una cena senza gli uomini. E basta.

Mentre questo stupido evento si ripeterà, il mondo degli uomini e delle donne non cambierà di una virgola. Perché non è certo con una cerimonia, un mazzetto di mimose e una cena che si cambia il mondo. Semmai, l’otto marzo, così come viene celebrato, non è altro che un’altro mattone nel muro, come dicevano i Pink Floyd. Un rito che disinnesca la rabbia delle donne e la trasforma in allegra rimpatriata.

Per capire a che punto siamo basta leggere questo articolo. A due povere ragazzine viene la bella idea di prostituirsi, e possiamo anche capire perché questa cosa succede. Ma non è questo il punto che voglio far notare. La cosa terrificante non è che due adolescenti abbiano fatto una gran cazzata, ma quella più terribile che decine, se non centinaia di uomini, di ogni età, abbiano tranquillamente accettato l’idea, senza fare una piega. Uomini che di fronte a una ragazzina neanche uscita dall’adolescenza hanno avuto il coraggio di mettergli il cazzo in bocca, o altrove (e scusate la crudezza). Finché uno dei tanti non ha avuto la reazione che dovrebbe essere normale. Uno solo, dopo tanti.

Ecco perché cari amici penso che questa festa non andrebbe festeggiata con fiori e cene. Perché non c’è ancora niente da festeggiare, perché fin quando la percentuale di maschi sani di mente sarà quella che è, dietro ad ogni mano che vi porge un rametto di mimosa potrebbe nascondersi qualcuno che trova accettabile e del tutto normale farsi fare un pompino da una ragazza di terza media.

Decidete voi quindi, se è il caso di fare una festa, o stare incazzate

By | 2016-10-19T09:38:12+00:00 febbraio 28th, 2014|Blog, Personale|0 Comments

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