Ancora sull’economia del virtuale

Piccola premessa a beneficio di chi non conosce già WOW (World of Warcraft).

World of Warcraft è un gioco multiutente online. I giocatori interagiscono tra loro e con l’ambiente virtuale in un mondo fantasy dove interpretano personaggi come maghi, guerrieri, preti, sciamani etc.

In questo mondo ogni personaggio apprende particolari abilità specifiche del suo ruolo e i miglioramenti si ottengono sia aumentando di livello che attraverso l’acqusizione di  oggetti virtuali che aumentano il potere dei singoli personaggi.

Questi oggetti regolarmente si ottengono attraverso attività di gioco, spesso anche molto complesse e che necessitano della collaborazione di un numero anche significativo di persone (ad esempio gruppi di 25 persone che effettuano un’azione combinata).

Altri oggetti virtuali del gioco non hanno effetti sul potere dei personaggi, ma hanno invece una valenza puramente estetica, magari con utilità secondarie. Ad esempio in gioco sono disponibili piccoli animaletti di compagnia, chiamati dai giocatori “minipet”, che possono essere richiamati dal giocatore e seguono il personaggio senza alcun effetto pratico sul gioco, ma puramente estetico.

Altri, come le “mount”, sono semplicemente cavalcature di gioco, ed anche in questo caso la differenza tra l’una e l’altra è limitata alla possibilità o meno di volare ed alla velocità di spostamento. Sono in pratica i veicoli del gioco.

Dopo questa piccola introduzione, che risulta noiosa per chi conosce il gioco e troppo breve per chi non lo conosce, ma dovrebbe bastare per capire quello che sto per dire, passo a spiegare il fatto che voglio commentare.

La società che gestisce il gioco è la Blizzard, ora una divisione della più conosciuta Vivendi, grande società multinazionale e multibrand che si occupa di molti settori legati alla multimedialità, giochi compresi.

Da qualche tempo questa società ha messo in vendita sul suo negozio online alcuni particolari “minipet” che possono essere acquisiti solo attraverso l’acquisto sul negozio.

I prezzi sono relativamente bassi, ma comunque è interessante vedere come ci sia stato un discreto successo nella vendita, considerando che si sta comprando un bene immateriale del tutto “inutile” ai fini pratici del gioco. Esistono però vari fattori che spingono alcuni giocatori a fare l’acquisto: piacere estetico nel possedere il minipet, collezionismo (alcuni giocatori collezionano appunto i minipet), esiguità relativa dell’importo…

Il discreto successo di questi primi articoli ha spinto la Blizzard a porre in vendita un nuovo item molto particolare, una cavalcatura speciale, con caratteristiche particolari:

  • funziona sia come cavalcatura di terra che d’aria
  • aumenta di velocità se il giocatore possiede altre cavalcature “veloci”
  • è disponibile su tutti i personaggi legati all’acconto che ha effettuato l’acquisto

In pratica non da veri e propri vantaggi in gioco, ma forse aggiunge un minimo di semplicità d’uso (si usa una cavalcatura sempre invece di due) e fa risparmiare a chi la compra con soldi reali, una certa quantità di moneta virtuale che sarebbe stata necessaria per comprare la cavalcatura per tutti i personaggi che si posseggono.

Niente di eccezionale. Si aggiunge chiaramente un aspetto estetico, trattandosi di una specie di pegaso semitrasparante abbastanza gradevole da vedere.

Chi gioca avrà notato come questa cavalcatura sia diffusissima in gioco, ed il motivo è semplice, è stata comprata massicciamente, ed è, a mio avviso, destinata a vendere ancora molto. Si stima che Blizzard abbia incassato qualcosa come 2 milioni di euro nelle prime due ore di vendita (20 euro a pezzo, quindi 100.000 pezzi venduti). 

Due milioni che, trattandosi di un bene immateriale, rappresentano in gran parte margine di guadagno.

Per quanto la cosa vi possa sembrare pazzesca è quanto vedremo accadere sempre più spesso. Le vendite di beni immateriali, virtuali, saranno sempre più diffuse e significative, non soltanto negli ambiti dei giochini di facebook o di giochi più complessi come WOW.

Accadrà presto per altri ambiti. C’è un mondo da scoprire in questo campo, ci sono opportunità da cogliere, c’è da inventare. Lo stesso negozio Apple di iPhone è pieno di cose del genere, piccole applicazioni che non danno niente, puramente estetiche, potremmo considerarle giochini, in realtà sono beni virtuali.

E’ un momento particolare in cui chi ha una buona idea e sa realizzarla può davvero fare la grana vera. Pensateci, non sottovalutate questo mercato e le implicazioni che ha, non capita a tutti di vivere questi momenti ed averne consapevolezza.

Non so se questa è l’economia 3.0, 4.0 o che diavolo, ma è sicuramente una bella fetta di un nuovo modo di fare affari, e non va sottovalutato.

Ed ora vi saluto, mi sa che vado a comprarmi la mia cavalcatura 🙂

By | 2016-10-19T09:38:16+00:00 aprile 20th, 2010|Blog, Personale|0 Comments

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