Si può fare, ma anche no

Oggi non parlerò della politica del Partito Democratico, delle trattative di questi giorni, del programma.

No, voglio solo raccontarvi le mie impressioni su quello che Veltroni ha scelto come motto per la campagna elettorale, quel “Si può fare” direttamente mediato dal “Yes we can” di Obama.

La prima emozione che mi attraversa riguarda l’incapacità di elaborare un messaggio originale, l’utilizzo di uno slogan altrui. Mi fa tristezza e un po delusione.

Ma anche ammesso che la potenza di quel messaggio da oltre oceano sia talmente forte da poter donare vita ad un’analoga forza politica Italiana, c’è un secondo fattore di amarezza.

“Yes, we can” racchiude un messaggio forte, pieno di significati diversi e convergenti che solo una frase in lingua inglese è capace di rendere.

Yes: è un’affermazione secca. Non c’è dubbio, non c’è esitazione, c’è la forza della convinzione.

we: noi. Tutti insieme, indistintamente, noi. Ma significa anche SOLO NOI, nessun altro. Ha una valenza potente questa piccola parola. Noi possiamo, noi INSIEME possiamo, noi TUTTI possiamo, ma NOI, non loro, non altri. NOI.

can: possiamo. Non “potremmo“, non “dovremmo“, non “per favore“. Qui il verbo viene usato nella suo significato di “potere” attivo, di forza.

Un messaggio che nel suo insieme è istantaneo, positivo, collaborativo e potente.

A noi invece è toccato un placido e moscio, “Si può fare”, pallida imitazione:

Si:  Non è un’affermazione forte come il Si di Obama (Yes), ma una particella riflessiva che caratterizza l’assenza dalla frase di un attore, di un soggetto. Al posto del noi (we) di Obama abbiamo un vago “si”, molto italiano, come se ci aspettassimo che “qualcuno” possa fare quel che noi dobbiamo.

può:  nasce con lo stesso peccato del “si” che lo precede, anch’esso debole non rappresenta il “can”, il potere di fare, ma l’accessione possibilistica del verbo potere. C’è la possibilità di fare, non si sa chi, qualcosa.

fare:  forse l’unica parola con un senso positivo, fare invece di parlare, anche se guastata dalla mancanza di un soggetto, quasi che le cose si facciano da sole.

Un motto positivo quello di Veltroni, ma privo della forza, della capacità di coinvolgimento ed unione, della potenza di quello americano.

Caro Walter, si può fare di meglio…. dobbiamo fare di meglio.

By | 2016-06-17T22:29:01+00:00 febbraio 15th, 2008|Personale|1 Comment

One Comment

  1. Sky One 16/02/2008 at 15:05 - Reply

    A margine: già nel 1997 IBM metteva un cartello in formato A4 con scritto “YES YOU CAN” nelle proprie confezioni di OS/2 Warp. Nulla di nuovo nè negli USA nè (tantomeno) qui da noi… Tristezza.

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