Se 90 sono poche…

Oggi mi è capitato di leggere un articolo online sul Giornale.

Si tratta della storia di una ragazza Saudita che si era appartata con un uomo, non ha importanza per quale motivo esattamente, e che ha subito la violenza di un gruppo di altri uomini sopraggiunti sul posto.

Alla successiva denuncia, fatta con l’appoggio del fidanzato, segue un processo che arriva si alla condanna degli stupratori, ma coinvolge anche la ragazza, rea di essersi appartata con un uomo, che viene a sua volta condannata prima a 90 e poi in appello a sei mesi di carcere e 200 frustate.

Con questa storia ovviamente il Giornale un pochino ci sguazza:

Se a riferirne non fosse al Quds al Arabi, giornale di proprietà palestinese edito a Londra, noto per aver pubblicato i comunicati di Bin Laden e per vedere ovunque «amici degli americani», verrebbe da pensare a una di quelle notizie diffuse ad arte per rimarcare lo «scontro di civiltà» fra Oriente e Occidente, «noi» e «loro», ecc..
Invece è tutto vero:….

D’altra parte come non essere d’accordo con chi, di fronte ad una notizia del genere, manifesti la sua più totale disapprovazione ed additi l’inciviltà e fondamentale ingiustizia della situazione?

Ma se ci pensate per un attimo noi non siamo poi così diversi. O meglio, lo siamo, ma non da molto e non così tanto come ci potrebbe sembrare.

Forse che in Italia sia completamente scongiurata la possibilità che una donna stuprata in sede di processo diventi a sua volta accusata e colpevole? Certamente non negli stessi termini che oggi vediamo svolgersi in Arabia Saudita, ma la sostanza è davvero così diversa?

Poche decine di anni ci separano dall’abolizione in Italia del delitto d’onore e di tanto in tanto sentenze ben diverse da quelle saudite ma pur sempre inficiate dallo stesso peccato originale capitano anche da noi.

Ne ricordo una che assolveva un accusato di stupro perché la vittima indossava i jeans e doveva quindi essere per forza consenziente. Ma non è certamente l’unico caso…

Quante donne anche da noi evitano di denunciare le violenze per paura di affrontare un processo in cui “come minimo” le si additerà come mezze troiette?

Va bene allora, puntiamo il nostro indice accusatore contro questo episodio, ma senza scordare, senza scordare mai, che persino noi, dalla radice più intima di quel peccato, siamo tutt’altro che esenti.

By | 2016-10-19T09:38:25+00:00 novembre 16th, 2007|Personale|0 Comments

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