Quei piagnoni di Linux

Da qualche mese mi sono riavvicinato a Linux e l’ho trovato molto cambiato rispetto ai miei precedenti incontri, è diventato un ragazzo più maturo ora, magari ha ancora qualche segno della sua adolescenza, ma me ne sono innamorato.

Uno degli aspetti che hanno contributito a questo mio innamoramento è la sua community. Anzi, le sue community. E’ veramente bello vedere come tanta gente in tutto il mondo collabori attivamente per raggiungere degli obiettivi comuni.

Ed è altrettanto bello vedere quanta libertà d’azione ci sia in questi mondi.

Gli utenti di Linux, seppure siano ancora una piccola minoranza tra gli utilizzatori di sistemi operativi, sono però aumentati moltissimo in questi ultimi due anni. Si tratta probabilmente dell’effetto Ubuntu, ma non solo.

Questa è una cosa buona, come si dice: più siamo meglio stiamo. Ma in questa crescita così veloce ho notato un fenomeno che non mi piace moltissimo: il piagnonismo.

Noi Linuxiani siamo affetti da vittimismo acuto. Siamo pronti a lamentarci per ogni cosa, vediamo piani diabolici in ogni minima azione che credi un intoppo sulla strada del nostro amato pinguino, e spesso cadiamo nel ridicolo.

Non ci credete? Pensate solo a quante ne spariamo su Microsoft, magari se le merita tutte, ma la dose di enfasi che mettiamo nelle nostre battaglie a volte è esagerata. E siamo pronti a vedere la malafede dappertutto.

Guardate un altro esempio eclatante. Qualche giorno fa vengono lanciati dei nuovi modelli di iPod, improvvisamente i programmi che gestiscono iPod su Linux smettono di funzionare, ecco fiorire in ogni dove una pletora di titoli terrificanti e piagnoni:

Terribile no ? Leggendo questi titoli e gli articoli si capisce che Apple ha deciso di escludere volontariamente la comunità Linux dall’utilizzo dei suoi lettori iPod. Una notizia davvero scioccante se fosse vera.

Peccato che di vero c’è solo il fatto che i programmi di interfaccia con iPod sviluppati per Linux abbiano smesso di funzionare. Il fatto che questo sia successo per volontà di Apple, e con un preciso intento di escludere in qualche modo la community Linux, è solo un’illazione, per niente probabile tra l’altro.

L’atteggiamento vittimistico della community ha generato tutte quelle notizie, ma cos’è accaduto realmente?

La realtà è che Apple ha modificato il formato del database di iTunes, inserendo un checksum che lega il database ad un particolare iPod. C’è da notare che ad ogni rilascio di nuovi modelli il database di iTunes in passato ha subito modifiche, ma in genere si è trattato di piccole variazioni di formato. In questo caso l’inserimento di un checksum di controllo che non era gestito dai vecchi programmi per Linux ha fatto si che non fosse più possibile aggiornare il proprio iPod con quei programmi.

L’intento di Apple era di bloccare gli utenti Linux? E perchè mai? Non esiste un iTunes per Linux, quindi bloccare questi utenti non significa costringerli ad utilizzare il software Apple (che tra l’altro non funziona bene in emulazione), significa probabilmente perderli. No, non ha senso, tanto più che sono bastati pochi giorni per superare il problema, individuare l’algoritmo di hashing e inserirlo nel codice dei programmi Linux.

La verità è che iPod è un formato proprietario e che i programmi Windows che accedono direttamente al database iTunes hanno smesso di funzionare come quelli Linux, ovviamente. L’atteggiamento di Apple è quindi semplicemente quello di chi sta gestendo un sistema proprietario. Non è contro Linux che fa le sue mosse, ma contro tutti coloro che non utilizzano il suo sistema proprietario. Questa è la realtà e se non ci piace possiamo sempre comprare un altro lettore MP3 (Really the only “correct” solution is for folks to stop using Apple products)

E’ errato quindi parlare di attacco di Apple verso Linux, semmai possiamo parlare di ulteriore chiusura del sistema proprietario di Apple, genericamente diretta a impedire a tutti (non solo agli utenti Linux) di utilizzare un iPod senza usare iTunes.

Ma a quanto pare a noi linuxiani piace sentirci vittime, ed io non penso che questo atteggiamento ci aiuterà a far crescere questo sistema come meriterebbe. Basta quindi piangerci addosso, usiamo meglio le nostre energie!

By | 2016-10-19T09:38:37+00:00 settembre 19th, 2007|Blog|4 Comments

4 Comments

  1. CosmicVoidAroundMe 19/09/2007 at 21:03 - Reply

    Accidenti! Non vorrei farti troppi complimenti, se no finisce che mi ti monti la testa, ma devo dire che questo post è un raro esempio di onestà intellettuale. Tra l’altro, siccome io sono un ex-informatico ormai incapace di tenersi al passo con le novità, mi fa pure piacere leggere qualche notiziola di questo genere per avere l’illusione di capirne ancora qualcosa.
    Ciao,
    Giorgio.

  2. Mario 19/09/2007 at 23:03 - Reply

    Eh beh ogni tanto mi arriva uno schiaffone ogni tanto una carezza, fanno bene tutti e due 🙂

  3. Neff 24/09/2007 at 06:17 - Reply

    Complimenti, bell’articolo.
    È vero, hai ragione, purtroppo noi utenti Linux ci sentiamo spesso vittima del comportamento di aziende non troppo “politically correct” nei nostri confronti.

    Tuttavia se qualche anno fa pensare che qualcuno volesse mettere i bastoni tra le ruote al pinguino per paura di perdere clienti poteva sembrare una battuta di cattivo gusto, oggi si assiste davvero ad un inasprimento volontario delle misure contro chi decide di non omologarsi.

    Iniziamo col dire che Linux ha superato da tempo il numero di utenti Mac, e non sto parlando solo di server. In questo senso Linux rappresenta un concorrente più diretta di quanto non lo sia ad esempio Microsoft, che con buona pace di tutti produce Office per Mac sapendo benissimo che Apple non potrà mai raggiungerla (e mi pare che Steve Jobs stesso non sia più intenzionato a “scalare la vetta” come la vecchia apple degli anni novanta tentò di fare).

    In questo senso, se apple finora ha rappresentato agli occhi della maggior parte delle persone “l’unica vera alternativa a windows” (Hi I’m a mac, Hi I’m a PC, ricord?), oggi è lecito pensare che con l’avanzata di linux apple si senta più minacciata rispetto al passato. Come dici tu l’effetto “ubuntu” ha certamente favorito questa avanzata, ma basta rendersi conto che Dell, Lenovo, HP, Asus, Nokia, Acer, Epson e tanti altri stanno iniziando a vendere Linux in alternativa a Windows, per capire che qualcosa sta lentamente cambiando. Aggiungiamo che diversi governi stanno decidendo di lasciare windows per passare a linux (e non al mac!). Ci sei? L’ipotesi di una Apple guerra con Linux non è più come vedi una barzelletta tanto incredibile, e credo che leggere i fatti con un occhio costantemente critico, non sia un atteggiamento paranoico da parte degli utenti del pinguino ma semplicemente un modo per leggere e cercare di capire il perchè delle azioni di Apple.
    E quando ci si accorge che forse le mosse di Apple non sono poi del tutto casuali, allora si scrivono articoli come quelli da te citati o quelli scritti da me sul mio blog.

    Scusami per il commentone, ma l’argomento mi interessa molto e trovo che i tuoi spunti siano interessanti, ma non sufficienti per liquidare la questione 😉

  4. Mario 24/09/2007 at 10:41 - Reply

    Si la possibilità esiste, anche se in un mercato con windows al 9x per cento, mac al sei e linux di fatto ancora frazionario parlare di competizione tra Mac e Linux è secondo me un pò azzardato. Se vuoi guadagnare punti è molto più facile eroderli dal fettone di windows…

    Però si, certo, credo che Apple tenga conto anche di Linux. Però sono sicuro che i discorsi relativi ad iPod siano di tutt’altra natura. Sono in fondo gli stessi meccanismi che vediamo su iPhone, chiudere per massimizzare i ricavi, non solo vendendo l’hardware, ma anche i servizi (e Apple al momento è l’unica azienda che produce un telefono ed incassa quando tu lo usi)…

    Sono bravi, ma per funzionare questo schema di marketing ha bisogno di un’architettura completamente chiusa e proprietaria. In questo senso sicuramente Apple non è “amica” dell’opensource qualsiasi sia il sistema operativo che lo utilizza…

    Poi, certo, se nel perseguire questi loro obiettivi gli capita l’occasione di dare una fregatura a Linux (ma anche a Windows, per loro sono democraticamente entrambi “nemici”), beh gliela danno volentieri ovviamente.

    La cosa su cui ponevo l’accento è che l’attacco non è a Linux in quanto Linux, ma a Linux (a Windows etc) in quanto non-Apple… un attacco democratico insomma 🙂

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