L’orgoglio del baraccato

homeless_tent.jpgPer me internet è come una foresta, un bosco sotto il quale brulica la vita.

E mi piace molto passeggiare sotto queste fronde. Ci sono sempre sorprese, cose nuove, incontri inaspettati.

Qualche giorno fa, camminando al di fuori dei soliti sentieri, ho incontrato Morgan. Non è stato un’incontro reale ovviamente, ma ho passato diverso tempo a leggere il suo blog, e molto molto di più a pensare…

Tra le altre cose mi è tornato in mente un avvenimento della mia gioventù che avevo quasi dimenticato. E mi sono reso conto che quell’esperienza è stata per me molto importante. Credo che sia una di quelle cose che hanno cambiato il mio modo di pensare, perciò ho deciso di raccontarla.

Quando ero ragazzo frequentavo la parrocchia che era proprio di fronte casa mia. Dovevo solo attraversare la strada per entrare nell’oratorio e raggiungere gli amici del gruppo parrocchiale.

Il gruppo era gestito da uno dei preti della parrocchia, Don Giovanni. C’erano altri gruppi in quell’oratorio, ma erano legati ad Azione Cattolica e facevano riferimento ad un altro sacerdote. Noi in un certo senso eravamo un gruppo di serie B, dove erano accolte anche persone non proprio perfette, diverse da quelle che ci si aspetterebbe di trovare in un’oratorio. Alcuni di noi erano stati abbordati da Don Giovanni per strada, magari davanti ad un bar, o a scuola (lui era insegnante di religione).

Don Giovanni d’altra parte era un prete un pò strano. Non faceva grandi prediche, ma a suo modo aveva una visione della vita molto rigorosa, e di tanto in tanto operava delle rigide selezioni sul nostro gruppo di ragazzi. Era una di quelle persone che potevi solo amare oppure odiare…

Ma di certo non era uno che facesse le cose per caso, e in quegli anni la sua influenza su di me, su di noi, fu molto forte e passò più attraverso i fatti, le azioni, gli esempi, che tramite le parole.

Una delle tante cose in cui ci coinvolse prevedeva la visita alla vicina baraccopoli per aiutare. Venivamo diretti verso specifiche famiglie ed andavamo generalmente in piccoli gruppetti.

Non ve la racconto esattamente come è avvenuta, semplicemente perchè non ricordo i nomi o le parole esatte, ma il senso di quello che capitò è corretto.

Eravamo credo in tre. Ci avevano indicato una casa, beh una baracca, di quelle costruite con un misto di lamiere, mattoni ed altri materiali, direttamente tra gli archi dell’acquedotto romano, a poche centinaia di metri da casa.

Partiamo, armati di buona volontà, e della convinzione di essere giusti, di essere buoni. Sapete com’è no?

Bussiamo, si schiude la porta, una signora anziana ci guarda con aria perplessa e diffidente.

“Buongiorno signora, siamo i ragazzi della parrocchia, siamo venuti per dare una mano…”

E lei… gnaaaaam, ci mangia….

Non ricordo le parole, so solo che in un attimo il mondo per me è cambiato. Ero su un piedistallo, orgoglioso di essere li a portare il bene in mezzo a dei poveracci sottosviluppati, dove mi avrebbero accolto a braccia aperte, io piccolo eroe salvatore dell’umanità che dall’alto della mia bontà mi abbassavo a rimestare il fango dove vivevano…

Un attimo ed ero giù….

Raramente sono stato umiliato in vita mia. Non ricordo un’altra occasione in cui mi sono sentito al tempo stesso così illuminato e così stupido. Tonnellate di luoghi comuni, di infrastrutture culturali, di certezze rassicuranti che crollano in pochi secondi….

Non c’era posto per la carità arrogante di chi si sente superiore. La nostra era una tracotante invasione. Ma tutto fu chiaro in un’istante…

Lei non aveva bisogno di noi.

Noi avevamo bisogno di lei…

Dopo siamo diventati amici, ed a quel punto abbiamo potuto fare quello che si fa per un amico, perchè se ti da una mano un’amico non c’è niente di male, perchè un amico ti vuole bene e non c’è bisogno di restituirgli un favore.

Poi la vita è andata avanti e quella vecchietta l’avevo dimenticata, ma ripensandoci oggi mi rendo conto che nello scambio di favori io ci ho guadagnato davvero moltissimo.

Ma so che per lei non sarebbe un problema, perchè tra amici non si fanno conti.

By | 2016-10-19T09:38:40+00:00 settembre 3rd, 2007|Blog|0 Comments

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